Lo sguardo innocente

L'arte, l'infanzia, il '900

Brescia, Palazzo Martinengo
12 maggio - 5 novembre 2000

Le cento opere di cento fanciulli che esponiamo nella mostra Lo sguardo innocente. L’arte, l’infanzia, il ‘900 sono state selezionate fra le migliaia che La Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi» di Renato ha raccolto negli anni.

Una iniziativa, quella di Brescia Mostre, che nel suo intento vuole dare espressione compiuta all’idea pedagogica che individua nell’educazione estetica del bambino un passaggio decisivo per la formazione culturale e civile della persona. Ancora, all’esperienza artistica infantile può e deve essere riconosciuta una propria autonomia: la creatività del bambino, la sua capacità di cogliere la realtà con occhio innocente e pulito, narrandola anche attraverso il segno, sono da considerarsi a pieno titolo una componente della umana cultura.E se è vero, come dice Picasso, che «per diventare bambini occorre una vita”, allora noi adulti siamo posti di fronte a uno specchio, nitidissimo e severo, che rappresenta anche lo sperpero che le nostre facoltà percettive hanno subito sotto la spinta del sovraffollamento di immagini che connota il nostro quotidiano e nei cui confronti l’arte oggi si trova costretta a rivedere i suoi statuti; incapace com’è di decodificarlo forse per un paradossale eccesso di consapevolezza. Il percorso della mostra accosta, in sequenza, i quadri dei fanciulli di tutto il mondo a quelli dei maestri della ricerca del Novecento, da Picasso a Klee, da Kandinsky a Haring e molti altri cioè alle opere di quegli artisti che hanno accettato il rischio di sperimentare nuove geometrie nell’approccio al reale, nella convinzione che la realtà possa parlare anche (e forse meglio) attraverso le sedimentazioni che si celano sotto la sua superficie, per scorgere ciò che a un occhio pigro sembra invisibile, per decifrare quella che un grande scrittore come Henry James avrebbe definito «la cifra nel tappeto».

La mostra si sviluppa in cinque sezioni. Le prime quattro, dedicate all’arte infantile, illustrano il rapporto che il bambino intrattiene con la natura, il quotidiano, gli affetti e la religiosità. Qui gli animali; gli alberi, i fiori; i familiari i giochi; le cerimonie religiose, quelle festose e quelle tristi; vengono rappresentati attraverso il linguaggio delle emozioni:, producendo quelle «metafore inconsapevoli» di cui parla nel suo contributo la psicologa Anna Oliverio Ferraris.

La quinta sezione, intitolata Palingenesi registra il momento in cui l’arte ripensa il concetto di rappresentazione mimetica del mondo, ricorrendo a due grandi filoni di ispirazione: la pittura dell’infanzia e quella dei primitivi Di questa impostazione si trova traccia nel saggio in catalogo del curatore della sezione, Renato Barilli  e in quello di Elena Pontiggia.

Nell’augurarci che la mostra ottenga il consenso del pubblico e della critica, vogliamo ringraziare innanzitutto il Presidente della Repubblica per l’Alto Patronato concesso, le autorità di governo statale e regionale, le associazioni non governative, in particolare l’UNICEF~ - Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, e il Comitato Nazionale per il Giubileo del 2000, che hanno aderito all’iniziativa. Inoltre, desideriamo rendere merito a tutti coloro che hanno dedicato il loro impegno per allestire questo evento: la Fondazione Antonio Mazzotta per il contributo scientifico offerto al progetto, i curatori Renato Barilli Rosa Persini e Maria Palladin, lo scenografo Maurizio Balò il progettista delle luci Gigi Saccomandi il regista Franco Piavoli che ha realizzato per l’occasione un piccolo, ma suggestivo film, i saggisti che hanno dato prestigio al catalogo, il direttore di Brescia Mostre, Tino Bino, e lo staff che lo ha affiancato. Per finire, esprimiamo la nostra gratitudine agli sponsor senza la cui generosità la mostra non avrebbe visto la luce.

Alberto Cavalli 
Presidente della Provincia di Brescia
Presidente di Brescia Mostre
Paolo Corsini
Sindaco di Brescia 
Vicepresidente di Brescia Mostre


La Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva è una delle istituzioni culturali del Comune di Rezzato. Nasce nel 1969 dall’intuizione e dall’opera di Aldo Cibaldi poeta appassionato di arte e creatività infantile, e dalle sperimentazioni delle insegnanti del Circolo didattico dì Rezzato di cui Cibaldi è allora direttore. Raccoglie cinquemila opere di bambine e bambini di tutto il mondo, le seleziona, le studia e le mette in mostra. E un centro di studi di sperimentazione di avvicinamento all’arte e all’espressione creativa per bambini per insegnanti e per tutti gli adulti. Casa dei disegni dei bambini di tutto il mondo, la Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva è un museo unico. Al/a radice della sua storia e della formazione del suo patrimonio iconografico sono i conta/ti e gli scambi con le scuole di Europa, Africa, Giappone, America avviati dal fondatore e che continuano tutt’oggi; l’affermazione dell’universalità del linguaggio grafico-pittorico, ponte fra le età, i popoli le culture; la concreta affermazione del diritto all’espressione creativa, alla bellezza e all’arte per tutti i bambini e, attraverso loro, per tutte le persone. La cifra che contraddistingue l’attività della nostra Pinacoteca è la pratica della collaborazione tra enti culturali. Infatti, nata in un contesto determinato e da esperienze particolari, a partire dal radicamento nel territorio comunale si apre verso l’esterno coniugando la dimensione locale con quella più  ampia., nazionale e internazionale.
L’incrocio tra il localismo intelligente come risorsa per la comunità e la vocazione internazionale è per noi emblematico della particolare ricchezza e del potenziale della Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva: una straordinaria raccolta di opere, certamente, ma insieme l’indicazione di un percorso possibile di educazione, attraverso l’arte infantile, alla conoscenza tra i popoli alla multiculturalità, al rispetto dei diritti di tutti.
Il piccolo che incrocia il grande, l’infanzia e l’arte, il Comune di Rezzato e Brescia Mostre:
anche l’esperienza di collaborazione che si esprime attraverso la mostra Lo sguardo innocente. L’arte, l’infanzia, il ‘900 rafforza in noi la consapevolezza delle responsabilità di Rezzato verso il futuro dei suoi bambini e della sua Pinacoteca.

Augusto Berardi
Sindaco di Rezzato
Mariella Foresti
Assessore alla Cultura e Istruzione del Comune di Rezzato

L'arte, l'infanzia, il '900
Brescia, Palazzo Martinengo
12 maggio - 5 novembre 2000

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