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ACCHIAPPASTORIE

Dalla raccolta fondi "Mi racconti, nonno?"

Il 24 Ottobre 2026
Presso Rezzato

Ci sono luoghi che custodiscono ricordi e ricordi che ci insegnano a guardare i luoghi con occhi nuovi. Acchiappastorie nasce dall’incontro tra i bambini e le bambine di PInAC Parco, nell’estate 2026, e gli anziani e le anziane delle RSA Almici e Residenza Anni Azzurri di Rezzato.
Una bambola di granoturco, le passeggiate al tramonto, una storia della buonanotte, un pomeriggio al cinema: attraverso domande, ascolto e immaginazione, le memorie sono diventate disegni, filastrocche, animazioni e racconti da condividere.
Ha preso forma così un piccolo museo di comunità, diffuso tra le strade, i parchi e i luoghi del paese. Un museo costruito insieme, nel quale le esperienze degli anziani incontrano lo sguardo dei bambini e ciascuno contribuisce al racconto di tutti.
La mappa invita a esplorare questa geografia di ricordi e nuove invenzioni: scegliere una tappa, fermarsi, leggere e scoprire quante storie possano abitare un luogo quotidiano.

Un progetto di Fondazione PInAC, con la collaborazione di Giulia Gandini e Melissa Freti di AVISCO ETS e di Lisa Tabai. Realizzato grazie ai donatori della raccolta fondi «Mi racconti, nonno?» e al sostegno di BCC del Garda.

Grafica: Sara Baricelli
Video: Alessandro Mondini

I luoghi e le storie

Verso San Giacomo — Una bambola di granoturco
Una strada di campagna, i campi di granoturco e il ricordo di Francesca: da bambina giocava con una bambolina fatta con una pannocchia. I bambini e le bambine hanno trasformato questa memoria in una storia in rima, immaginando una bambina che entra nel campo e trova ciò che serve per costruire il proprio gioco. Lungo la strada verso San Giacomo, una pannocchia diventa così una piccola custode dell’infanzia.

I parchi di Rezzato — Un panino e poi via a giocare
Formaggio, burro e zucchero, Nutella, prosciutto e salamina: i bambini hanno raccolto e disegnato tanti modi di farcire un panino, associandoli ai parchi di Bacco, dei Giusti, di Virle e Gennari. Nella loro filastrocca, la merenda si conclude con una corsa a giocare. Una storia di sapori e compagnia, che invita a riconoscere nei parchi anche i luoghi delle piccole abitudini condivise.

Il campo da calcio — Una vita tra i pali
Il ricordo di Maurizio, che ha giocato come portiere, ha portato i bambini al campo da calcio di via Giovanni XXIII. Nella scheda lo descrivono grande e attrezzato, con panchine, fontanelle, tribune e bar. Il racconto di una passione personale incontra così uno spazio del paese: un luogo dove allenarsi, incontrarsi e immaginare il proprio futuro.

La luna — Una poesia attraverso il tempo
Elisabetta ricorda una poesia composta a nove anni, durante la guerra. Si rivolgeva alla luna, chiedendole di lasciarla dormire e di tenere lontani gli aerei. I bambini hanno ascoltato quelle parole e le hanno rielaborate in una filastrocca che accoglie la paura di allora e le affianca un desiderio di oggi: «In futuro, però, speriamo che Pippo sia solo un ricordo lontano». Una storia da leggere alzando gli occhi al cielo.

PInAC — Un luogo, tante infanzie
Un tempo, negli spazi che oggi ospitano PInAC, una delle donne incontrate frequentava la scuola.
Da questo ricordo i bambini hanno costruito una narrazione delle trasformazioni dell’edificio: chiesa, scuola, biblioteca e museo. Nelle loro parole, oggi quel luogo continua a custodire storie attraverso i disegni dei bambini e delle bambine di tutto il mondo. Il museo diventa così parte della memoria che raccoglie.

Il cinema CTM — I film diventano arcobaleno
Per Agnese, andare al cinema significava trascorrere del tempo con le persone a cui voleva bene. I bambini hanno immaginato una bambina che va a vedere un film con un’amica e un cinema nel quale il bianco e nero, un giorno, diventa «arcobaleno». Nella loro storia, accanto alla meraviglia delle immagini, rimane il valore della compagnia: i film si ricordano anche attraverso le persone con cui li abbiamo guardati.

La biblioteca — Una storia prima di dormire
Una mamma apre il libro di Biancaneve e comincia a leggere. La bambina ascolta, sbadiglia e lentamente chiude gli occhi. Dal ricordo della favola della buonanotte, i bambini hanno composto un racconto in rima e scelto la biblioteca come luogo a cui affidarlo. Tra i libri trova spazio anche la memoria di una voce familiare e del tempo dedicato a stare vicini.

Il Parco di Bacco e la collina — Salire verso il tramonto
Cecilia ricorda le passeggiate per vedere il tramonto. I bambini hanno accolto questa memoria in un percorso che unisce il Parco di Bacco, la salita verso il convento e il sentiero della Rasa. Nella loro filastrocca compaiono il panorama, i frati, i segreti e la fatica della salita: passo dopo passo, quasi senza accorgersene, ci si ritrova in alto a guardare il paese.

Il Parco di Bacco — Un posto per guardare le stelle
Alberi, fiori e colori: per i bambini il Parco di Bacco è un luogo divertente, stimolante e rilassante.
Ma è anche un posto in cui fermarsi e guardare il cielo. La loro filastrocca invita a cercare le stelle e ad aggiungere, alle cose che conosciamo del parco, ciò che possiamo scoprire semplicemente cambiando la direzione dello sguardo.

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